C’è una regola non scritta tra i crocieristi: in ogni viaggio, c’è sempre quella tappa. Quella che da sola vale il prezzo del biglietto, che ti resta scolpita nell’anima più di qualsiasi altra. Per noi, quella tappa è stata Mykonos.
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Sbarcare al porto di Tourlos, con la luce del mattino che accarezza le colline arse dal sole e il profilo bianco e azzurro della Chora (la città principale) che scintilla all’orizzonte, è stata un’emozione pura. Avevamo solo 12 ore per scoprire Mykonos, un battito di ciglia nel tempo di un‘isola eterna. E le abbiamo vissute con l’intensità di chi sa di avere tra le mani un dono prezioso.
Ecco come abbiamo trasformato una giornata in una favola, il nostro perfetto itinerario per vivere Mykonos in 12 ore.
Mattina: l’anima bianca di Mykonos


1. L’isola del vento – Mykonos in 12 ore
Lasciata la nave, abbiamo optato per un taxi acquatico (un piccolo battello) che in 10 minuti ci ha portato direttamente al cuore dell’isola: il porto vecchio. È stato come entrare in un quadro. L’aria profumava di sale e bougainvillea. E il vento plasmava ogni dettaglio, increspava le onde, cullava le barche attraccate al porto, accarezzava i nostri capelli. Ecco perchè Mykonos è chiamata l’isola del vento. E noi ci siamo lasciati dolcemente trasportare da lui.
2. Perdersi tra i vicoli di Mykonos Town
Qui è dove la magia accade. Abbiamo spento le mappe dello smartphone e ci siamo semplicemente persi. I vicoli labirintici, un dedalo progettato per confondere i pirati, sono un trionfo di emozioni: case cubiche bianchissime, porte e persiane di un blu profondo, scalini fioriti di gerani rossi. Ogni angolo è una fotografia, ogni svolta una sorpresa.
Abbiamo avuto delle guide d’eccezione per il nostro tour: i famosi pellicani di Mykonos, che ci hanno condotto tra viuzze intrecciate di gelsomini profumatissimi, pareti dipite da boungainville dai colori più vistosi, scalini bianchissimi sui cui si adagiavano gatti sornioni. E poi un susseguirsi di negozi di design, botteghe artigiane, gallerie d’arte. Abbiamo respirato bellezza ovunque.
3. Una sosta divina: la chiesa di Panagia Paraportiani
E spiritualità. Ad ogni angolo una chiesetta ortodossa, con croci bianche svettanti in questo cielo tinto di azzurro. E all’interno lampade votive, fiori, tovaglie ricamate, tele dalla tipica iconografia orientale. Soste per l’autentico ristoro dell’anima. E poi, quando meno te l’aspetti, a due passi dalle boutiques delle più blasonate firme dell’alta moda mondiale, proprio di fronte al porto, trovi un’oasi di pace: la chiesa di Panagia Paraportiani. Cinque cappelle, una appiccicata all’altra, che sono un capolavoro di architettura e di pura poesia. La sua forma organica, bianca e irregolare contro il cielo blu cobalto, è uno degli scorci più iconici del mondo. Fermatevi, toccate la sua superficie ruvida e respirate la pace.
Pomeriggio: mare, bontà e l’attesa del tramonto
1. Il nostro “grosso grasso pranzo greco”


In men che non si dica è arrivata l’ora del pranzo. Noi ne avremmo fatto volentieri a meno, nutrendoci della bellezza che ci circondava, ma Simone non era tanto d’accordo.
Abbiamo cercato una taverna non sulla passeggiata principale, ma in uno dei vicoletti secondari. E abbiamo trovato l’ouzerì perfetto. Piatti semplici e divini: insalata greca con feta autentico, polpo alla griglia, frittelli di zucchine (kolokythokeftedes). Per l’adolescente al seguito un bel kebab che l’ha reso felice.
Il segreto per mangiare bene all’estero? Guardate dove mangiano i locali. Bere un ouzo (distillato seccousato spesso come aperitivo) o un vino bianco locale è d’obbligo.
2. I mulini a vento
Dopo pranzo, il vento ci ha trasportato in cima alla collina, fin su a Kato Milo. Qui sfioriamo quasi fino a toccare i guardiani di Mykonos, i Mulini a Vento. E abbiamo la netta sensazione che il tempo si sia fermato davvero. Un silenzio surreale pervade questa altura battuta dal vento, dove un tempo gli abitanti macinavano il grano. Mi sento per un momento un Don Chisciotte greco partorito dalla penna di Miguel de Cervantes, a tu per tu con i giganti. Da quassù mi sembra di abbracciare tutto il Mar Egeo che si estende di fronte a me. Respiro a pieni polmoni. E mi sento parte di questa immensità.



3. Little Venice
E proprio lì accanto, un po’ più in basso, si staglia Little Venice, il quartiere più romantico di Mykonos, con le case aggrappate al mare. Per raggiungerla, camminiamo su viottoli lambiti dal mare che ad ogni onda ci ricoprono di spuma e sale, come se per un frammento di secondo diventassimo onde anche noi. Come delle sirene indecise a farsi trasportare dai flutti o lasciarsi arenare sulla spiaggia.
Ed ecco afferrarla finalmente questa fila di case colorate con i balconi a picco sul mare. Pensare che un tempo i pirati saccheggiavano questi splendidi rifugi direttamente dal mare aggiunge un brivido di storia a tanta bellezza.
4. Un tuffo nel blu a Mykonos in 12 ore
È il momento del mare. Mykonos è famosa per le sue spiagge. Se cercate la movida, Paradise Beach o Psarou Beach (dove potreste avvistare qualche vip) sono la scelta giusta. Noi, per ottimizzare i tempi, abbiamo optato per Ornos Beach, vicina a Mykonos Town, con un’atmosfera vivace ma familiare e servizi eccellenti. Un taxi o un bus locale vi ci porteranno in pochi minuti.
5. Il rito del tramonto




Quando il sole sta per tramontare, iniziamo tutti il nostro pellegrinaggio di nuovo verso Little Venice.
Apollo inizia la sua discesa, tingendo il cielo e il mare di arancio, rosa e viola. Tutti aspettiamo in trepida attesa il momento clou da instagrammare, da immortalare con uno scatto o perchè no, con un bacio. Lentamente vediamo quella palla enorme di fuoco tuffarsi nell’Egeo di fronte a noi.
Il mondo scompare per un attimo, per poi riapparire subito davanti ad un cocktail sorseggiato ad un tavolino di un café. Ce ne sono tantissimi di locali fighissimi affacciati sul mare, da cui provengono sonorità new age, fusion, pop. Si respira un’atmosfera bohemienne magica, tra lo sciabordio delle onde e le risate dei ragazzi e non che da tutto il mondo accorrono qui per godersi uno spettacolo unico. Iniziamo a ballare quasi ipnotizzate dalla musica. Mi sento libera e felice come non mai, in perfetta armonia con il mondo. Lasciatemi quiiiiii!



Sera: il dolce addio all’isola del vento
E arriva purtroppo anche l’ora del commiato. Le nostre 12 ore trascorse a Mykonos sono terminate! Ho il cuore in tumulto, sapendo di dover abbndonare quest’isola che mi ha davveros tregata. Ma la nave deve ripartire, e di certo non aspetta passeggeri nostalgici. Un ultimo giro lento verso il porto vecchio e poi sosta d’obbligo in qualche bottega per i souvenir. Mi innamoro di una collana con un pendente ovale, dalle varie tonalità di azzurro. Un po’ del cielo e del mare di Mykonos saranno sempre con me.
Mykonos non è solo un’isola, è uno stato d’animo. E anche solo per mezza giornata, quell’anima ti resta addosso, come una dolce, indimenticabile scia di sale e luce.

