GALANTE 64/24 è un reading teatrale realizzato dal regista Giuseppe Convertini che, anche attraverso molti frammenti video, racconta la vita di un grande artista che non tutti hanno avuto la fortuna e il privilegio di conoscere. Una sorta di audiovisivo propedeutico che anticipa una grande mostra personale che Carovigno vuole realizzare nel prossimo futuro per rendere omaggio ad un suo figlio così celebre.
Pasquale Galante nasce a Carovigno il 1° agosto 1964
L’artista, dopo aver frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Lecce, si trasferisce a Roma. e muore a Roma il 24 febbraio 2024.Tra le mostre più importanti in Italia vanno ricordate le due personali all’Accademia di Ungheria a Roma nel 1995 e 1999 e al Complesso del Vittoriano a Roma nel 2016. Tra quelle all’estero Budapest 1996, Norimberga 2007, Istanbul 2010. Il tema dominante della sua opera è la dicotomia tra creazione/negazione dell’immagine. I suoi dipinti sono quasi privi di colore, ma pieni di riflessioni perché oltre l’immagine percepita, vi è un’immagine che si rifiuta di appartenere solo alla rappresentazione del visibile. Che siano corpi denudati, onde agitate dal vento o alberi le cui fronde sono funestate dagli elementi, nel tratto di Pasquale Nero Galante si percepisce costantemente l’essenza dei contrasti dell’esistenza.
Immagini che al tempo stesso si mostrano e si velano
Immagini che al tempo stesso si mostrano e si velano, come sospese, che emergono da quei ricordi della terra natìa, popolata da ulivi e pini, e con quel respiro del mare generatore di bellezza che gli uomini sembrano aver smarrito.
E quella luce che ritrova negli occhi dei bambini e degli anziani, custodi della coscienza dalle radici antiche. Le sue sono sempre rappresentazioni dure e magnetiche, frutto di una profonda inquietudine, in cui inizialmente trascende il reale, in una prima tappa necessaria per risalire dal “nero” più profondo dell’angoscia. I suoi dipinti, frutto di pensieri e visioni profonde, sono quasi privi di colore ma pieni di riflessioni. Paesaggi, nature morte, ritratti dalle venature dark: tutto si gioca su una varietà cromatica minima – il nero, le terre e il bianco sporco – trasferita sul supporto con un complesso linguaggio personale.
Il soggetto di GALANTE 64:24 non è semplicemente dipinto, ma vissuto.
I ritratti, i volti dagli sguardi penetranti, magnetizzano e sorprendono l’ignaro osservatore. Paesaggi e nature morte sono invece resi con la sapienza di chi sa osservare il creato nella sua più intima essenza, e vanno così a toccare le corde di coloro che apprezzano la decadenza dell’autunno e l’avvicinarsi della stagione invernale.
Un’arte turbolenta e concreta
Un’arte turbolenta e concreta, pluristratificata nei significati.
Tuttavia nell’arte di Nero Galante la decadenza è solo apparente, poiché emerge dietro le righe una rappresentazione metaforica della realtà ancora tutta da vivere, la luce che si trova rovistando nel buio. Un messaggio universale quanto mai attuale in un’era di crisi politica, economica e dei valori. Da cui, forse anche prima del previsto, risorgeremo.
L’appuntamento con GALANTE 64/24
7 agosto 2026 Ore 21 – Giardini della Biblioteca – Carovigno (Br)

