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🍷🍕 Calici & Spicchi | quando la pizza incontra il vino

Il libro Calici e Spicchi di Antonella Amodio

Ci sono abbinamenti che nascono da uno studio attento, da anni di degustazioni, da confronti tra professionisti. E poi ci sono quelli che nascono per caso, su un tavolo un po’ malandato di un appartamento universitario, tra libri aperti e risate fino a tardi.

Quando ero all’università, a Bologna, la pizza la accompagnavamo sempre con un vino fragolino. Non c’era un motivo tecnico. Non sapevamo nulla di tannini, struttura, persistenza aromatica o acidità volatile. Sapevamo solo che quel vino leggermente dolce, un po’ aromatico, un po’ fuori dagli schemi, ci piaceva. E lo bevevamo con tutti i tipi di pizza: margherita, capricciosa, diavola. Era il nostro rito.

Col tempo, studiando, assaggiando, ascoltando produttori e sommelier, ho capito che quell’abbinamento non era esattamente canonico. Che forse un rosato fresco avrebbe funzionato meglio, o un rosso giovane, o magari una bollicina elegante. Ma la verità è che quello che rendeva perfetto quell’accostamento, non era l’armonia gustativa: era l’armonia umana. Era la condivisione.

Ed è proprio questo che ho ritrovato alla presentazione di Calici&Spicchi – Atlante della pizza e del vino di Antonella Amodio.

Una tavola a Ostuni: il libro che prende vita

La presentazione di Calici&Spicchi presso il Ristorante Pizzeria di Ostuni Al Solito Posto è stata un’esperienza sensoriale e collettiva.

Ci siamo ritrovati attorno a un tavolo tra amici e colleghi giornalisti e sommelier. Volti conosciuti, taccuini accanto ai piatti, smartphone intenti a catturare ogni istante, calici pronti a riempirsi. in quel tavolo, nei nostri sguardi c’era quell’energia tipica delle serate in cui sai che non stai semplicemente partecipando a un evento, ma stai condividendo qualcosa.

Il contesto era perfetto. Il forno acceso, il profumo dell’impasto, le mani esperte che lavorano, i racconti dei produttori, la luce calda della sala. Le chiacchiere che si abbassano quando arriva il primo spicchio di pizza. In quel momento il libro non era più carta stampata ma è diventato esperienza concreta.

Un atlante che parla la lingua del gusto

Calici&Spicchi di Antonella Amodio è un progetto culturale. Un atlante che racconta l’incontro tra due simboli assoluti del gusto italiano: la pizza e il vino.

Dopo il successo del primo volume — oltre 200 presentazioni ufficiali e più di 100 articoli e recensioni su testate di settore e generaliste — la giornalista Antonella Amodio torna con un’opera ancora più ricca e ambiziosa. Un viaggio che attraversa oltre 100 pizzerie italiane, dall’Alto Adige alla Sicilia, e si apre al mondo con più di 20 Paesi rappresentati, dal Brasile all’Australia.

Ogni pizza raccontata nel libro non è solo una ricetta, è territorio, biodiversità, stile personale del maestro pizzaiolo, identità culturale. E a ciascuna viene abbinato un vino italiano, scelto con cura, in omaggio alle radici dell’autrice e alla straordinaria varietà del nostro patrimonio enologico.

Il volume, edito da Malvarosa, non si limita a suggerire abbinamenti: insegna a pensarli. È guida, manuale, racconto. È uno strumento pratico per chi lavora nella ristorazione, ma anche un compagno curioso per chi ama capire cosa succede quando impasto e calice si incontrano. La pizza, in queste pagine, smette di essere “semplice” e diventa materia viva, diventa cultura.

La degustazione: un racconto di filiera e territorio

Uno spicchio di Focaccia Marinara Pop
Uno spicchio di Focaccia Marinara Pop – ph. Antonio Amenduni

La cena degustazione è stata costruita come un percorso coerente, dove ogni ingrediente aveva una storia.

Le verdure provenivano dai giardini periurbani di Bio Solequo Coop: stagionalità vera, terra ancora addosso, sapori netti. Espressioni di un’agricoltura che vive accanto alla città, che la nutre senza allontanarsi da essa.

I salumi naturali di Salumi Giannelli hanno portato nel piatto il racconto di una lavorazione artigianale, rispettosa dei tempi, senza forzature. Profumi delicati, consistenze equilibrate e quella sensazione di autenticità che non si può improvvisare.

E poi i vini della cantina Villa Agreste. Calici che parlavano di Ostuni, di luce, di terra bianca, di vento. Vini che non cercavano di sovrastare l’impasto, ma di dialogare con esso.

Ogni abbinamento era una conversazione. Un gioco di contrasti, di richiami, di armonie. Un bianco che alleggeriva la sapidità di un salume. Un rosso giovane che sosteneva la struttura di una pizza più complessa. Una freschezza che puliva il palato e invitava al morso successivo. Non c’era rigidità. Non c’era imposizione. C’era ascolto.

La guida della serata: tecnica e sensibilità

A condurre la degustazione è stata Ilaria Oliva, sommelier, che ha saputo trovare il giusto equilibrio tra competenza e leggerezza. Ha parlato di struttura, di acidità, di tannino, ma senza mai trasformare la serata in una lezione frontale. Ha tradotto il linguaggio tecnico in emozione comprensibile. Ha invitato ad assaggiare con consapevolezza, ma anche con libertà. Perché il punto non è imporre un abbinamento perfetto. È educare al piacere.

Pizza e vino: un matrimonio possibile

Per anni la pizza è stata considerata un piatto “informale”, quasi incompatibile con il vino. Più facile abbinarla a una birra, più immediato, più scontato. Eppure la pizza è impasto, lievitazione, maturazione, è equilibrio tra grassi, acidità, dolcezza, sapidità. È un piatto complesso. E il vino, allo stesso modo, è territorio, fermentazione, equilibrio.

Perché non dovrebbero incontrarsi?

Nel libro Calici&Spicchi Antonella Amodio dimostra che questo matrimonio non solo è possibile, ma è naturale. Che l’abbinamento pizza-vino non è una forzatura gourmet, ma una valorizzazione reciproca. Quando funziona il vino esalta l’impasto e l’impasto fa emergere sfumature del vino che da solo non avresti percepito, diventando un dialogo, una danza.

Dal fragolino all’atlante mondiale

Seduta a quel tavolo, con il calice tra le dita e le voci dei colleghi che si intrecciavano, ho ripensato al fragolino dei miei vent’anni. Allora non cercavamo equilibrio. Cercavamo compagnia. Oggi cerchiamo consapevolezza, ma il desiderio di fondo è lo stesso: condividere.

La differenza è che ora sappiamo che dietro un abbinamento c’è un mondo. C’è studio, ricerca, rispetto per la materia prima, per il territorio, per il lavoro di chi produce. E forse è questo che rende esperienze come quella di Ostuni così preziose: ti ricordano da dove vieni, ma ti mostrano anche quanta strada hai fatto.

Alla fine della serata, mentre i piatti si svuotavano e i calici si riempivano ancora una volta, ho pensato che la vera forza di eventi come questo non sia solo nella qualità delle materie prime o nella precisione degli abbinamenti. È nel senso di comunità. Una tavola condivisa. Un libro che diventa esperienza. Un territorio che si racconta attraverso ciò che produce.

Foto di gruppo alla presentazione del libro Calici e Spicchi ad Ostuni
Foto di gruppo alla presentazione del libro Calici e Spicchi ad Ostuni-Ristorante Al Solito Posto

E ho capito, ancora una volta che il vero abbinamento perfetto non è tra pizza e vino ma è tra gusto e memoria. 🍷🍕

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