Ah, Bologna! Città delle torri, dei tortellini… e degli arcani più pazzi d’Italia! Se pensate che qui si viva solo di mortadella e studio, preparatevi a ricredervi. La città nasconde segreti da manuale dell’Indiana Jones (ma con meno serpenti e più portici). Ecco a voi i segreti di Bologna.
1. Nettuno, lo strizzacervelli dell’eresia
In Piazza Maggiore, il Gigante con il Tridente (aka Nettuno) non è lì solo per fare il figo. No no, sta schiacciando l’eresia col suo piede! Ma attenzione: se lo guardate troppo, rischiate di essere ipnotizzati dalla sua posa da influencer del ‘500. #PoseStoriche
E in più, nasconde un dettaglio proibito. Per scoprirlo, cercate la mattonella più scura sul lato sinistro della scalinata della Salaborsa (GPS: 44.4946° N, 11.3422° E). Piazzatevi sulla mattonella e puntate lo sguardo all’indice teso del dio del mare che, d’incanto, si trasformerà, in un fallo eretto! Si narra che Giambologna, lo scultore, volle prendersi gioco dei puritani bolognesi del ‘500. Ma c’è anche chi afferma sia un errore di prospettiva diventato simbolo di ribellione (il popolo chiamava la statua del Nettuno “il Gigante” per doppio senso!).
Ah dimenticavo: il logo della casa automobilistica Maserati si ispira proprioal tridente del Nettuno.
2. Fantasmi? No, scienza! (forse)
Bologna ospita l’unico Centro studi parapsicologici d’Italia che si vanta di essere scientifico. Quindi, se vedete un fantasma, potete denunciarlo… con metodo sperimentale.
3. Hogwarts in Via Marconi è uno dei segreti di Bologna
In via Castiglione 11/B c’è una delle più grandi librerie esoteriche d’Europa. Se cercate il manuale per trasformare il piombo in oro o evocare un demone (sconsigliato prima di cena), questo è il posto giusto.
4. San Domenico e la Certosa: le “Club Med” dell’alchimia
Nelle chiese di San Domenico e della Certosa ci sono simboli alchemici, massonici e chi più ne ha più ne metta. Pare che i frati, tra una preghiera e l’altra, si dilettassero a cercare la Pietra Filosofale. Spoiler: non l’hanno trovata, ma hanno lasciato indizi ovunque!



5. Il Portico di San Luca e il umero del diavolo
I 666 archi del portico di San Luca non sono un caso. O forse sì? Fatto sta che camminarci sotto sentendosi dei pellegrini in missione esoterica è d’obbligo. (Bonus: se li contate tutti, vincete un viaggio gratis… nel regno delle tenebre? Scherzo! O forse no.)
6. La Pietra di Bologna: L’IKEA dell’alchimia
Al Museo Civico Medievale (gratis con la Card Cultura, altro che magia, qui si risparmia!) c’è una pietra con istruzioni per l’eternità. Se decifrate l’epigrafe, potreste ottenere la vita eterna… o almeno un bel post su Instagram. Provare per credere!
7. Bologna: una città zodiacale
Se il vostro segno zodiacale vi perseguita, Bologna è la vostra città! Dodici strade, dodici porte, dodici misteri… sembra progettata da un astrologo con la mania dell’ordine. Persino la Basilica di San Petronio nasconde segreti astrali. Coincidenze? Io non credo!


8 Fra i segreti di Bologna: le tre frecce conficcate sul soffitto del portico
In Strada Maggiore, proprio all’ingresso di Corte Isolani, capita spesso di vedere gente con il naso all’insù: guardano le frecce conficcate nel legno di un antico portico, sulle quali si narra di una leggenda che racconta di tre briganti, intenzionati a colpire a morte un signorotto bolognese, ma distratti poi da una bella fanciulla che stava nuda alla finestra. Morale: sbagliano la mira e le frecce finiscono sul soffitto del portico in legno.
9. Il drago di Via dell’Inferno: il guardiano pettegolo di Bologna
🐉✨Ah, Via dell’Inferno… nome da film horror, atmosfera da medioevo punk, e in mezzo, un drago di pietra che fa l’occhiolino dai muri come un meme antico! Ma che ci fa un drago qui? Appollaiato sui muri, questo reptile di arenaria con le ali da pipistrello e la faccia da ho visto cose che voi umani… è lì dal Medioevo, e nessuno sa perché. Le teorie di uno dei segreti di Bologna, sono due:
1. Era l’insegna di un’antica spezieria (tipo “Qui vendiamo erbe, veleni e pozioni per far innamorare la suocera”).
2. Un talismano anti-male (perché sì, anche nel ‘300 serviva un block demon).
La Leggenda più Figa dice che fosse il buttafuori dell’aldilà, messo lì a guardia di una locanda dove si beveva roba strana e si giocava a dadi con l’anima in palio. Nome della via? Via dell’Inferno – mica Via dei Gattini, eh!
Oggi il drago è il VIP dei selfie nascosti: lo cercano come il Santo Graal, ma senza spade né Harrison Ford. Alzate gli occhi mentre passate, o potrebbe sputarvi addosso 600 anni di mistero (metaforicamente, siamo a Bologna, mica a Game of Thrones).
10. Il voltone del Podestà e il “telefono senza fili”
Nessuno stupore se passando sotto il voltone di Palazzo del Podestà si scorgono persone di spalle intente a parlare nei quattro angoli sotto la torre dell’Arengo. Il fatto curioso è che i suoni vengano trasmessi da un angolo all’altro. La spiegazione di tale fenomeno? Questo ‘canale’ di comunicazione a distanza così discreto era stato architettato in epoca mediavale per far confessare i lebbrosi.
Morale della favola?
Bologna non è solo la Dotta e la Grassa… è anche la Stregata! Quindi, occhio alle stelle, ai simboli nascosti e, soprattutto, a non farvi tentare dalla Pietra Filosofale. Perché si sa: l’eternità è comoda, ma i tortellini sono meglio caldi e subito! 🍝✨
(PS: Se trovate la formula per trasformare la mortadella in oro, fatemi sapere. Ho degli esperimenti da finire.)


[…] ero all’università, a Bologna, la pizza la accompagnavamo sempre con un vino fragolino. Non c’era un motivo tecnico. Non […]