Dark Mode On / Off

La VERTICALGYM di Brindisi trionfa alla Sparkle Competition

Copertina Sparkle competition

Ci sono viaggi che iniziano con un biglietto in mano.
E poi ci sono quelli che iniziano molto prima: in una sala prove, con le mani che bruciano di magnesite, le ginocchia segnate, lo sguardo fisso verso l’alto.

Il viaggio delle nove atlete della VERTICALGYM è cominciato così. Non a Como. Non il giorno della gara. Ma mesi prima, tra cadute trasformate in ripartenze, musica ripetuta cento volte, dettagli curati fino all’ultimo respiro.

Sabato 21 febbraio 2026 quella strada fatta di disciplina, sogni e determinazione ha trovato una tappa luminosa: la Sparkle Competition, competizione internazionale di discipline aeree (pole dance e cerchio) ospitata nella splendida Como.

Ma ridurre tutto a una “gara” sarebbe troppo semplice. Perché ciò che è accaduto è molto più grande di una classifica.

Il viaggio: quando la destinazione è solo una tappa

La sera prima della partenza ha il sapore delle cose importanti. Le valigie aperte sul letto. I body controllati più volte. Le scarpe sistemate con cura quasi rituale. Le mamme, le amiche, le compagne di squadra che si scambiano incoraggiamenti silenziosi.

E poi il viaggio vero e proprio: chilometri macinati con il cuore che corre più veloce del motore. Sorrisi nervosi. Playlist condivise. Foto scattate per fermare l’attimo.

Capitanate dalla coach Simona Melli, le nove atlete non sono partite solo per competere. Sono partite per raccontare una storia fatta di sacrifici, di fiducia reciproca, di quella complicità che nasce quando si cresce insieme, allenamento dopo allenamento.

Ogni atleta portava con sé qualcosa di invisibile ma potentissimo: il peso delle proprie aspettative e la leggerezza del sogno.

La magia del palco

La Sparkle Competition è un palcoscenico internazionale dove tecnica, arte e presenza scenica si fondono in un linguaggio unico. Salire lì sopra significa esporsi completamente. Non solo mostrare la forza fisica, ma anche la vulnerabilità. Non solo eseguire figure perfette, ma raccontare una storia attraverso il corpo.

E le atlete della VERTICALGYM lo hanno fatto con un’intensità che ha lasciato il segno.

Ogni esibizione è stata un piccolo universo. C’era la tensione prima di entrare in scena, il silenzio carico di energia, la musica che partiva come un battito cardiaco amplificato. Poi il movimento. Fluido, deciso, sospeso.

C’erano le prese salde e i giri veloci, le linee eleganti e le discese controllate. C’era la forza che si trasformava in poesia.

E quando si è spenta l’ultima nota, la sensazione era chiara: avevano dato tutto.

Nove atlete, nove podi

Il risultato finale ha qualcosa di straordinario, quasi irreale: nove atlete in gara, nove podi conquistati. Un en plein che parla di preparazione, talento e lavoro costante. Ecco i risultati che hanno fatto brillare il nome di Brindisi a Como:

🥇 Clotilde Danese – 1° posto categoria Amatori Advanced Master 50
🥇 Ilaria Catera – 1° posto Elite Donne 30
🥇 Anna Caliandro – 1° posto Volti Nuovi 50
🥇 Federica Maiello – 1° posto Semipro U30 (Cerchio)
🥈 Giada Galantucci – 2° posto Amatori Advanced Junior 11-14
🥈 Marta Tario – 2° posto Amatori Advanced 30
🥉 Valentina Capriola – 3° posto Semipro U30
🥉 Giorgia Dormio – 3° posto Semipro Junior 11-14
🥉 Samanta Perla – 3° posto Semipro Junior 11-14 (Cerchio)

Quando il viaggio è personale

Anna Caliandro per molti è la vincitrice della categoria “Volti Nuovi 50”.
Per me è mia cugina. E questo cambia tutto. Perché quando conosci il dietro le quinte di una persona, ogni risultato ha un peso diverso. Sai quante volte ha ripetuto quella sequenza. Sai quante volte ha detto “non ce la faccio” per poi riprovarci subito dopo. Sai che salire su quel palco non è stato solo un gesto atletico, ma un atto di coraggio.

Vederla esibirsi è stato come assistere a un racconto senza parole. Ogni figura era una frase, ogni salita una scelta, ogni discesa una conquista. Il primo posto non è stato solo un trofeo. È stato il simbolo di un percorso. Di una donna che ha deciso di mettersi in gioco, di non fermarsi, di credere in sé stessa. Ed è questo il senso più profondo del viaggio: non arrivare prima degli altri, ma diventare la versione più forte e autentica di sé.

La forza del gruppo

C’è un’immagine che racconta tutto: le nove atlete abbracciate dopo le premiazioni. Medaglie al collo, occhi lucidi, sorrisi larghi. In quel momento non c’erano categorie. Non c’erano differenze di età o livello. C’era una squadra. La VERTICALGYM non è solo una palestra. È un luogo dove si costruiscono relazioni, dove le più esperte incoraggiano le più giovani, dove ogni successo individuale diventa patrimonio collettivo.

La guida attenta della coach Simona Melli è stata il filo conduttore di questo percorso. Preparare un’atleta è complesso. Prepararne nove, portarle tutte al podio, è qualcosa che richiede competenza tecnica, sensibilità, visione. Significa saper leggere le fragilità, trasformarle in punti di forza, trovare la chiave giusta per ognuna. E il risultato di Como racconta esattamente questo: un lavoro fatto con cura, passione e coerenza.

Oltre la medaglia

Le medaglie brillano. Certo che brillano. Ma non sono l’unica luce di questo viaggio.

Brilla la consapevolezza acquisita.
Brilla la fiducia che cresce.
Brilla la certezza di poter affrontare nuove sfide.

Per le più giovani, questa esperienza sarà un ricordo indelebile, una spinta a continuare. Per le categorie master, è la dimostrazione che non esiste un tempo “giusto” per inseguire le proprie passioni. Per tutte, è la prova che il sacrificio paga. Como è stata una tappa, importante e scintillante. Ma non è il punto di arrivo. È un nuovo inizio.

Da Brindisi al cielo

C’è qualcosa di potente nel vedere una realtà del Sud Italia salire su un palcoscenico internazionale e conquistarlo con eleganza e determinazione. Da Brindisi a Como il viaggio è stato geografico, certo. Ma soprattutto simbolico. È stato il percorso di chi parte da una sala allenamenti e arriva sotto i riflettori senza perdere la propria identità.

La pole dance e il cerchio aereo sono discipline che richiedono forza, coordinazione, flessibilità, ma anche presenza scenica, musicalità, capacità di interpretazione. Non è solo sport. È arte in movimento. E le nove atlete della VERTICALGYM hanno dimostrato che quando tecnica e cuore si incontrano, il risultato è qualcosa che resta.

Il 2026 è appena cominciato

Se questo è stato l’inizio dell’anno agonistico, le premesse sono più che promettenti. Ma al di là delle prossime competizioni, ciò che resta davvero è l’energia di questo viaggio. L’idea che partire insieme renda tutto più forte. Che condividere la fatica moltiplichi la gioia. Che il successo di una sia il successo di tutte. La Sparkle Competition ha acceso una scintilla.
E quella scintilla ora brilla negli occhi di nove atlete che hanno scoperto, ancora una volta, quanto lontano possono arrivare.

Il viaggio continua. E se la destinazione è importante, è il percorso a renderla indimenticabile. ✨

Recommended Articles

Scopri di più da Vagabondaggi

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere