Palermo è una città sorprendente, caotica e affascinante, dove convivono arte, storia, cultura, mercati storici e street food siciliano. Visitare Palermo significa scoprire una delle città più ricche d’Italia dal punto di vista culturale. In questa guida troverai un itinerario di Palermo pensato per vivere la città con lentezza, curiosità e profondità e per scoprire anche i suoi dintorni.
👉 Itinerario rapido: Palermo in 3 giorni
Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina • San Giovanni degli Eremiti • Cattedrale di Palermo • Quattro Canti • Piazza Pretoria • Martorana e San Cataldo • Monastero di Santa Caterina • Porto
🍴 Street food: arancina e cannoli
Teatro Massimo • Mercato del Capo • Ballarò • Vucciria • Chiesa di San Domenico (Pantheon di Palermo) • Casa di Paolo Borsellino • Museo Falcone Borsellino • Orto Botanico o Parco della Favorita
Mondello • Duomo di Monreale e Chiostro dei Benedettini • Capaci (Giardino della Memoria) • Cinisi • Terrasini e Riserva Naturale di Capo Rama
Questo itinerario ti permetterà di scoprire Palermo in 3 giorni, alternando arte, mare, street food e luoghi simbolo della legalità.
Intanto ecco la mappa interattiva con marker colorati per Giorno 1 / 2 / 3, perfetta per muoverti a Palermo senza difficoltà.
Legenda: 🔴 Giorno 1 – Centro storico | 🔵 Giorno 2 – Mercati e legalità | 🟢 Giorno 3 – Mare e dintorni
Primo giorno: il centro storico di Palermo
Il centro storico di Palermo è uno dei più grandi d’Europa ed è il punto ideale da cui iniziare la visita della città. Vi sono diversi itinerari da intraprendere, noi iniziamo con quello arabo-normanno, che ci sembra ideale per un approccio alla sua storia.
Palazzo dei Normanni
Iniziamo col botto al Palazzo dei Normanni, il Palazzo Reale di Palermo, sede del Parlamento Siciliano, monumento simbolo della cultura, della ricchezza e del potere politico del regno normanno (tickets d’ingresso 14,50 € ridotti 11,00 €). Al suo interno, custodita come un tesoro, la meravigliosa Cappella Palatina, voluta da Ruggero II nel 1130. Per la sua realizzazione furono coinvolte maestranze bizantine, islamiche e latine, che hanno dato vita ad un capolavoro assoluto di bellezza e splendore, unico al mondo.
Da visitare, sempre all’interno del Palazzo, la Sala d’Ercole, gli Appartamenti e i Giardini Reali, con i giganteschi Ficus Macrophilla.
Questo percorso racconta l’anima arabo-normanna di Palermo, nata dall’incontro tra culture diverse e straordinariamente armoniche.
Chiesa di San Giovani degli Eremiti
Ancora storditi da tanta bellezza, ci dirigiamo verso la vicina Chiesa di San Giovanni degli Eremiti (ticket d’ingresso 8,00 €), altro significativo emblema del crocevia di culture, popoli e civiltà che hanno attraversato Palermo nel corso dei secoli, con le sue torri quadrate e le sue inconfondibili cupole rosse.


Cattedrale
Da lì il passo è breve per raggiungere un altro gioiello architettonico di inestimabile valore, la Cattedrale (ticket d’ingresso 13,00 € ridotti 8,00€). Non può assolutamente mancare tra le cosa da vedere a Palermo.Tra le meraviglie custodite al suo interno, spiccano le tombe reali di Federico II di Svevia, Ruggero II, Costanza d’Altavilla e Enrico VI, oltre alla veneratissima Santa Rosalia. Salire sui tetti poi, è stata un’esperienza tutta da vivere, per una vista incredibile che abbraccia tutta la città fino al mare.
Arancino o arancina?
Dopo questo tuffo nello splendore della Palermo arabo-normanna, una bella sosta enogastronomica ci sta e come! Possiamo mai sottrarci alla delizia di un’arancina fumante, condita con ragù, piselli o caciocavallo? Nooo! E menomale. Una squisitezza al quadrato servita caldissima e innaffiata da una bella spremuta d’arancia. Guai però a chiedere al cameriere un arancino. Farà finta di non capire. A queste latitudini l’arancina è rigorosamente femminile, rotonda, succulenta come l’omonimo frutto. Le due declinazioni, al maschile e femminile, sono addirittura accettate dall’Accademia della Crusca!
Itinerario barocco: Quattro canti, Piazza Pretoria e Monastero di Santa Caterina
Quattro canti
Dopo l’affascinante itinerario arabo-normanno, tra le cosa da vedere a Palermo spicca il percorso barocco. E anche qui la ricchezza dei fregi e dei monumenti della città ci stupisce. I Quattro Canti rappresentano il cuore della città. È una piazza barocca che segna l’incrocio tra Via Maqueda e Corso Vittorio Emanuele, una sorta di trionfale palcoscenico che divide i quartieri storici della città.
Piazza Pretoria
A lato dei Quattro Canti, la mirabile Piazza Pretoria, una delle piazze più iconiche della città, circondata da eleganti edifici storici. Al centro campeggia la celebre “Fontana della Vergogna“, un capolavoro dell’arte rinascimentale, un vero inno all’acqua e alla bellezza. Le statue, scolpite con grande maestria, esaltano il corpo; dettaglio, questo, che ha contribuito a rendere la fontana oggetto di critiche nel corso dei secoli, per via della religiosità popolare che pervadeva la città e degli edifici religiosi attigui, che mal si sposavano con la nudità delle figure.
Chiesa della Martorana e San Cataldo
Sulla piazza si affacciano anche la Chiesa della Martorana (ingresso 2 €), con i suoisplendidi mosaici bizantini e gli affreschi settecenteschi del sottocoro.
Accanto, la Chiesa di San Cataldo (ingresso 2,50 €), esempio perfetto di architettura arabo-normanna, con la sua struttura a forma di parallelepipedo sormontato dalle tipiche cupole rosse arabe.
Monastero di Santa Caterina
E poi, il tocco geniale, straordinario, quello che assolutamente non ti aspetti di trovare quando entri in un monastero ubicato nel cuore di una città. Ma siamo al sud, non in una terra qualunque, e qui tutto può succedere. Per esempio, vi può capitare di entrare nel Monastero di Santa Caterina (aperto tutti i giorni, con orario invernale dalle 9 alle 17 e orario estivo dalle 10 alle 18) ed essere catapultati in un’altra dimensione, dove di fronte agli ignari visitatori, si stagliano delizie di ogni forma, sapore e colore, dai profumi così inebrianti che ti verrebbe voglia di assaggiarli tutti. Ma la cosa più straordinaria è che queste gioie per gli occhi e per il palato prendono forma di fronte a noi, come nella più antica tradizione della pasticceria conventuale.
Come in estasi, chiedo di farcirmi un cannuolo e una signora prende una scorza (cialda croccante) appena sfornata, ci mette dentro una crema dolce di ricotta di pecora, poi gocce di cioccolato, canditi, scorzette d’arancia e tocco finale, una spolveratina di pistacchio. Non riesco a resistere e l’assaggio all’istante: cannella, marsala, zucchero, agrumi. Un’esplosione di profumi e sapori che mi riportano indietro nella mia infanzia e in posti cari alla mia memoria, come lo splendido Marocco. Proust aveva capito tutto…Per cui, tra le cose da vedere e assaporare a Palermo, non lasciatevi sfuggire questa chicca!
Il porto


E finalmente il mare! Ci avviciniamo a Castello a mare per poi passeggiare lungo la marina completamente rinnovata, con attracchi per yacht di lusso, botteghe artigianali, un laghetto con fontane danzanti, auditorium, anfiteatro e ristoranti di alta cucina, come Ciurma. Abbiamo cenato a base di immancabile sushi per i teenagers della compagnia, per me insalata con tonno, mango e stracciatella, per Luz gnocchetti con gamberi rossi. Che bontà!
Capire cosa fare a Palermo significa lasciarsi guidare non solo dai monumenti, ma anche dalle emozioni che la città sa regalare.
Secondo giorno: Teatro Massimo, mercati storici e legalità
Teatro Massimo
Il nostro secondo giorno palermitano parte con il tour presso il Teatro Massimo (aperto per le visite tutti i giorni dalle 9:30 alle 18:00, ticket 17 €). Elegante e imponente, è il più grande teatro lirico d’Italia e uno dei più grandi d’Europa. Importante centro di produzione e di spettacoli, è il giusto palcoscenico che si frappone tra la città vecchia e quella nuova.
Visitare i mercati di Palermo significa entrare in contatto con l’anima più autentica e popolare della città.
Mercato del Capo
Tra le cose da vedere a Palermo, visitare i mercati storici è un’esperienza autentica e imperdibile.
Il Mercato del Capo si trova vicino al Teatro Massimo ed è ideale per acquistare prodotti locali e cibo tipico siciliano.
Ballarò


Ma quello che ci ha colpito di più è il celebre Ballarò, cuore pulsante della Palermo più autentica. Qui la “abbanniata” (il grido dei mercanti) è la colonna sonora ufficiale del quartiere, oltre alla musica etnica e napoletana. A noi ci è sembrato un mix vivacissimo di colori e profumi, in cui in un angolo sembrava di scorgere un vicolo di Napoli, in un altro un arco basso di Bari e in un altro ancora la medina di Marrakech. Infatti, già il nome “Balhara” è arabo, e indica il villaggio musulmano da dove provenivano i venditori di mercanzie. È il mercato più antico e grande di Palermo e quello che merita davvero una visita, perfetto per assaggiare ogni tipo di street food, dalla panella alla cassata.
Nel cuore di Ballarò, stretta tra una bancarella e l’altra, ci accoglie la Chiesa del Carmine, splendido esempio di arte barocca, con una pregevolissima cupola maiolicata.
La Vucciria
Chiamato anticamente “Bucceria” dal francese “boucherie” ovvero macelleria, oggi Vucciria è sinonimo anche di baccano per le grida dei venditori. Qui in Piazza Caracciolo si può comprare un po’ di tutto, ma ‘u pani c’a meusa è un vero must. Cos’è? È un panino con milza, polmone e trachea di vitello, che un tempo gli ebrei ricevevano come ricompensa per la macellazione degli animali.
Chiesa di San Domenico, il Pantheon di Palermo
Camminando per un altro tratto, ci addentriamo nel cuore del centro storico della città, dove luci e ombre si confondono e Palermo mostra delle ferite così profonde che ancora stentano a rimarginarsi.
Siamo di fronte a Piazza San Domenico, dove si staglia in tutta la sua imponenza la facciata della Chiesa di San Domenico. La chiesa è ormai divenuta il Pantheon della città, dove vi sono sepolti artisti, letterati, politici. Arriviamo alle 13 quando ormai l’ingresso è chiuso al pubblico, ma dopo varie richieste, il sagrestano gentilemente ci concede di entrare per pochi secondi. Corro verso la navata di destra dove so che sono sepolte le spoglie di un gigante di Palermo, un uomo che ha incentrato la sua vita sulla ricerca della verità e sull’etica del dovere e della legalità.
Un uomo che ha pagato con un prezzo altissimo il suo coraggio e la sua onestà. Giovanni Falcone. Una semplice lapide lo ricorda come un magistrato eroe della lotta alla mafia. In un flash ricordo quel 23 maggio di 32 anni fa quando appresi la notizia del terribile attentato. L’Italia si fermò, la mafia no. Le lacrime mi solcano il viso, pensando al sacrificio immenso di quest’uomo, che voleva liberare la sua Sicilia da un cancro terribile quanto radicato fin nelle viscere della terra. Chissà se sia servito il suo esempio.
La casa di Borsellino


Andiamo a trovare l’altro gigante della lotta alla mafia: Paolo Borsellino. Nell’elenco delle cose da vedere a Palermo, non si può prescindere dal rendere omaggio a due persone che con la loro abnegazione hanno dimostrato che se si vuole, si può. Anche cambiare la mentalità di un certo sud che si adagia e non si oppone al malaffare, alla rassegnazione del tutto va come deve andare.
La casa di Paolo, nel quartiere Kalsa dove è cresciuto anche Falcone, è il luogo dove nacque il magistrato e dove si formò quel senso di giustizia che lo avrebbe ispirato per tutta la vita. Qui, nell’ex farmacia della famiglia Borsellino, i bambini trovano libri, giochi, sono coinvolti in attività educative che trasmettono una memoria condivisa, ma soprattutto la speranza.
A pochi passi la Chiesa dello Spasimo, putroppo chiusa da qualche anno. Una struttura senza tetto, come a raccogliere le preghiere e le speranze di una terra che ha bisogno di rivolgersi ad un cielo libero da coperture per far librare i sogni, anche quelli più audaci.
Museo Falcone Borsellino
L’itinerario della legalità cucitoci addosso senza neanche saperlo non può che avere la sua naturale conclusione nel Museo Falcone Borsellino, all’interno del Palazzo di Giustizia di Palermo, dove i due magistrati lavorarono fianco a fianco per anni. Le visite sono guidate e gratuite, dietro prenotazione (IL BUNKERINO – Progetto Legalità).
Il progetto, voluto fortemente dalla Giunta distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati di Palermo, è stato realizzato grazie al determinante supporto di Giovanni Paparcuri, collaboratore dei due magistrati. Il museo si ripropone di generare consapevolezza nelle nuove generazioni, affinchè il prezioso esempio dei due magistrati e di tutte le altre vittime di mafia possa trovare terreno fertile nei giovani. Mi si serra il cuore in gola quando entriamo nel “bunkerino”, quando rivediamo le scrivanie, le sedie, gli oggetti quotidiani di Falcone e Borsellino, gli scaffali colmi di chissà quanti misteri irrisolti di questa nostra amata e martoriata Italia. Penso che ogni discorso sulla legalità non possa che partire da qui per giungere sui banchi di scuola.
Aree verdi e natura in città
Orto Botanico di Palermo
Prendiamo una boccata d’aria. L’Orto Botanico di Palermo (ticket d’ingresso 8,00 €) è quel che ci vuole, con le sue innumerevoli piante tropicali, esotiche e mediterranee. Oppure c’è il Parco della Favorita, il polmone verde di Palermo, ai piedi del Monte Pellegrino, perfetto per passeggiate e viste panoramiche.
Terzo giorno: Mondello, Duomo di Monreale e Terrasini
Mondello, la spiaggia di Palermo, è la meta ideale per una pausa di mare senza allontanarsi dalla città.
Terzo giorno nel capoluogo siciliano. Bellissima mattinata di sole. Il mare ci aspetta! Raggiungiamo in pochi minuti la spiaggia di Mondello, che già in inverno è bellissima, figuriamoci in estate che meraviglia sarà.
È la spiaggia cittadina di Palermo, caratterizzata da una lunga striscia di sabbia dorata, acque cristalline e ville iconiche Art Nouveau. Di grande fascino l’antico stabilimento balneare ex Charleston e i vari caffè sul lungomare, che rendono ancora più vivace l’atmosfera.
Duomo di Monreale
Non si può dire di aver compreso la bellezza dell’arte palermitana, se non ci si è stati a Monreale. Tra le cose da vedere a Palermo, questa è da tenere bene in mente, anche perchè è davvero vicina al capoluogo. (Monreale dista circa 8 km dal centro di Palermo; è raggiungibile con l’autobus AMAT 389 o tramite navette turistiche).
Il Duomo di Monreale (ticket d’ingresso 10€), ufficialmente Cattedrale di Santa Maria Nuova, infatti, è il vertice assoluto dell’arte arabo-normanna in Sicilia e patrimonio dell’umanità UNESCO, così come il centro storico di Palermo. Costruito nel XII secolo da Guglielmo II “il Buono”, il Duomo è celebre per i suoi 6.000 metri quadrati di mosaici bizantini su fondo oro, che rivestono interamente le pareti interne. Un colpo d’occhio strepitoso che ci riporta agli splendidi mosaici di Ravenna o di Istanbul. Maestranze bizantine, arabe e cristiane hanno dato vita ad un progetto maestoso e di grande unità poetica, che incanta e commuove. Un libro aperto sulla storia della Creazione e dell’Antico e Nuovo Testamento, con pagine d’oro raffinate e vivide al tempo stesso, realizzate tra il 1180 e il 1190. Una visione celestiale che culmina nell’abside centrale, con l’immenso mosaico del Cristo Pantocratore. Da non perdere.
L’annesso chiostro dei Benedettini è un capolavoro di architettura con 228 colonnine binate, ognuna diversa dall’altra, decorate con intarsi marmorei e capitelli scolpiti che narrano scene bibliche e mitologiche.
Capaci: una ferita sempre aperta
Ci dirigiamo ancora una volta verso il mare: destinazione Terrasini, ma è il percorso che mi interessa. Voglio percorrere la stessa strada che percorse Falcone, sua moglie e la
scorta mentre dall’aeroporto di Palermo tornavano a casa. Voglio immaginare i loro volti, i loro sorrisi, le parole di Giovanni e la moglie, la loro quotidianità, i loro sguardi verso il mare che si fermano qui per sempre, sull’autostrada A29 allo svincolo per Capaci.
Ci fermiamo. Vi è un monumento che ricorda le vittime dell’attentato, il giardino della memoria che ospita i resti della “cattedra”, l’auto della scorta. Mi sembra di sentire un odore acre di bruciato, le sirene che suonano all’impazzata, una coltre di fumo nero che avvolge tutto nell’ombra, che copre, annienta, distrugge. E non lontano il mare a cullare i pensieri e i dolori di una terra straziata. Come le coscienze.
Cinisi: memoria e tradizione
Un altro salto e siamo a Cinisi, nota nel mondo per la storia di Peppino Impastato, grande attivista contro la mafia, a cui è dedicato l’indimenticabile film “I cento passi.” In Corso Umberto I è situata la Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, un luogo di pellegrinaggio civile dove è possibile ascoltare la storia di Peppino direttamente dai familiari. Per educare le coscienze a non dimenticare e ad agire consapevolmente.
Usciamo con l’amaro in bocca e il cuore in subbuglio.
Menomale che c’è la pasticceria Palazzolo a tirarci su il morale con i cannoli più buoni di Sicilia. E non solo.
Terrasini, la città dell’amore
Arriviamo fino a Terrasini, la “città dell’amore” e della natura, famosa per le sue rocce venate di rosso. Siamo nella Riserva Naturale Orientata Capo Rama, un’area protetta gestita dal WWF dove passeggiare tra sentieri selvaggi a picco sul mare e osservare la fauna locale.
Percorriamo più di cento gradini per raggiungere Cala Rossa, una delle insenature più magiche della Sicilia. Alte scogliere rossastre dalle venature bianche si tuffano in un mare cristallino, in una danza di luci e colori che incanta e commuove.
E ripenso a loro due, i due amici magistrati. Sorrisi sornioni, occhi lucidi. Una fresca brezza scompiglia loro i capelli. Sorridiamo insieme. È il vento che profuma di libertà e di giustizia. Il vento che vorremmo spirasse sempre su questa dolente e magica terra del sud.
🚗✈️ Come arrivare a Palermo
Palermo è facilmente raggiungibile da tutta Italia e dall’estero, grazie alla sua posizione strategica nel cuore del Mediterraneo.
✈️ In aereo
L’Aeroporto di Palermo Falcone e Borsellino (PMO) si trova a circa 35 km dal centro città.
È collegato al centro tramite:
- Treno Trinacria Express (circa 50 minuti, stazione Palermo Centrale)
- Bus navetta per Stazione Centrale e Politeama
- Auto a noleggio o taxi
🚆 In treno
Palermo Centrale è ben collegata con le principali città siciliane.
Dalla stazione si raggiunge facilmente il centro storico a piedi o con i mezzi pubblici.
🚗 In auto
Palermo è collegata al resto dell’isola tramite le autostrade A19 (Catania–Palermo) e A29 (Trapani–Mazara del Vallo).
Per visitare il centro storico si consiglia di parcheggiare fuori dalla ZTL.
⛴️ In nave
Il porto di Palermo è servito da traghetti e aliscafi da Napoli, Cagliari, Genova e altre città del Mediterraneo.
🚌🚶 Come muoversi a Palermo
Palermo è una città viva e a misura di passeggiata, ma ha anche mezzi comodi per chi vuole spostarsi più velocemente:
- A piedi: il centro storico è compatto e facilmente esplorabile a piedi.
- Bus e tram: AMAT gestisce linee urbane e tram, ideali per spostarsi tra i quartieri principali.
- Noleggio bici o monopattini: ottimi per brevi distanze, soprattutto lungo la marina e Mondello.
- Taxi e ride-sharing: utili per raggiungere destinazioni fuori dal centro o per gruppi.
- Noleggio auto è spesso la soluzione più pratica. Se stai cercando un servizio affidabile per il noleggio auto, DiscoverCars è una soluzione pratica e conveniente. La piattaforma confronta le offerte delle migliori compagnie internazionali, permettendoti di trovare facilmente l’auto più adatta alle tue esigenze e al tuo budget. Si distingue per trasparenza nei prezzi, assicurazioni chiare e assistenza clienti multilingue. Il processo di prenotazione è semplice e veloce, con conferma immediata. Inoltre, le recensioni verificate aiutano a scegliere con maggiore sicurezza. Qualità, efficienza e ampia scelta rendono DiscoverCars un partner ideale per viaggiare senza pensieri.
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