Accendo la tv e tra i primi titoli sento pronunciare i nomi di Durazzo, Tirana e Valona, le prime tre tappe del Giro d’Italia in Albania. La quarta e la quinta tappa si stanno svolgendo in Puglia, e toccheranno località celebri della nostra regione come Alberobello, Ostuni, Ceglie Messapica, Lecce.
Mi fa piacere questo ponte tra le due sponde dell’Adriatico solcato dalle due ruote.
Ancora di più perchè, come novelli Bartali e Coppi, abbiamo preceduto solo di qualche giorno la partenza del Giro d’Italia in Albania. Soltanto che noi ci siamo andati in aereo da Bari (comodissimo il volo Wizzair durato appena 40 minuti e soprattutto low cost: solo €40 a/r) e poi ci siamo spostati con mezzi pubblici o taxi, rigorosamente full electric.
Diciamola tutta, il nostro tour poco ha a che fare con il Giro, e molto invece con l’amicizia e la complicità che si creano in delle belle situazioni di vita.
Tutto ha inizio una sera quando 7 amici, tra un calice di vino ed una pinta rossa, decidono di trascorrere un bel week-end insieme. La meta? Albania, Tirana proponiamo io e Lucrezia. Perchè? Perchè è un mix unico di storia, natura e vitalità che a noi vagabonde e vagabondi non potrà che affascinare. Allora..
Che il viaggio low cost abbia inizio!
È sorto da poco il sole, quando ci incontriamo tutti e 7 in aeroporto. Ci imbarchiamo ancora mezzi addormentati e non facciamo in tempo ad aprire per bene gli occhi che siamo già atterrati a Tirana. WOWW!! Ci abbiamo impiegato più tempo per raggiungere da casa l’aeroporto di Bari!
DOPPIO WOW!!! Sorvoliamo un paesaggio inaspettato, tra coloratissimi campi coltivati, laghetti, montagne quasi a ridosso di un mare azzurro cielo. E poi, verde a perdita d’occhio. Caspita, questi nostri dirimpettai iniziano davvero ad incuriosirci!



Dove dormire a Tirana a poco prezzo
Lasciamo i bagagli nell’hotel Aria, ottimo albergo economico a conduzione familiare, con un rapporto qualità/prezzo ineguagliabile, come del resto tutto qui. Siamo a due passi dal centro di Tirana e ci avviamo alla scoperta della capitale. Tirana, sei nostra!
Le 10 cose da fare e vedere a Tirana in Albania
1. Piazza Skanderbeg
Ogni tour di una città che si rispetti parte dalla sua piazza principale. Tirana non fa eccezione. E ci fa girare la testa al primo sguardo. E qui i WOW non riusciamo nemmeno a contarli!
Grattacieli altissimi, edifici supermoderni in costruzione e strutture tecnologiche un po’ ovunque. Sembra che Tirana e l’Albania intera abbiano fame di progresso e di modernità dopo anni di costrizioni.
L’enorme Piazza Skanderbeg ci dà il benvenuto. Una gigantesca location ripavimentata nel 2017 con marmi provenienti da tutto il paese ed un mosaico di ciottoli che ricrea un tappeto albanese tradizionale. “Hey voi, ragazzi, dove andate? Non perdiamoci perchè qui tutto è immensoooo” grida Michele, il doctor.
Noi ci avviciniamo alla statua dell’eroe nazionale a cui è dedicata la piazza, Giorgio Castriota Skanderbeg. Tutt’intorno è un pullulare di palazzi storici e di grattacieli degni di Dubai. Tra gli edifici più importanti della città, spicca la Torre dell’Orologio, alta 35 metri, che fu eretta nel XIX secolo per volere di Et’hem Bey Mollaj. Saliamo? E certo! Biglietto 2 euro e dopo un bel po’ di gradini ci guadagniamo il primo affaccio sulla città. WOW WOW WOW. Minareti abbaglianti che si stagliano fieri tra immense cupole dorate, emisferi di specchi posti sulla cima di torri svettanti verso il cielo come immense palle stroboscopiche, a sfidare le punte più alte delle montagne circostanti. Ma guarda un po’??!!!
Riscendiamo. Accanto una moschea. Leggo la didascalia all’ingresso. Voluta sempre da Et’hem Bey Mollaj. Entriamo noi ragazze non il capo coperto da un velo e senza scarpe…Risate generali, ma dentro ritorna un po’ di contegno.. È un piccolo gioiellino ottomano sopravvissuto all’epoca comunista. Da visitare.
2. Bunk’Art 2
Vicinissimo alla torre dell’orologio, ci attende il Bunk’Art 2, un museo sotterraneo ricavato da un bunker antiatomico, dedicato alle vittime del regime comunista. Dalle risate a crepapelle siamo passati alla riflessione seria e quasi all’angoscia in un battito d’ali, giusto il tempo per scendere qualche gradino al di sotto della piazza. Il percorso sotterraneo racconta la storia buia di repressione che ha dovuto affrontare l’Albania nel XX secolo, con deportazioni, segregazioni e crudeltà di ogni tipo, fino all’annientamento fisico, perpetrati ai danni degli oppositori al regime.
Prima di scendere “negli inferi”, ci sono le foto di tanti giovanissimi combattenti caduti per difendere la libertà del proprio popolo ed una frase di Primo Levi che campeggia all’ingresso del bunker : “Coloro che dimenticano il passato sono condannati a riviverlo”. Un grande monito così valido ancora oggi.
Un’esperienza emozionante e immersiva, in cui a noi tutti è mancato letteralmente il fiato. Assolutamente da vivere per capire il passato e ahimè il presente di alcune nazioni, in cui è stato soffocato il loro anelito di libertà e per comprendere l’eccezionale sforzo del popolo albanese per affrancarsi da un orrore così grande. (prezzo di ingresso: €9)



3. Museo di Storia Nazionale
Il Museo Nazionale di Storia è in fase di restauro, quindi abbiamo potuto ammirarlo soltanto dall’esterno. Selfone d’obbligo davanti al gigantesco mosaico che appare all’ingresso principale, realizzato da diversi artisti contemporanei. È intitolato “Gli albanesi” e rappresenta il popolo albanese nella storia, in tutta la sua voglia di libertà e di manifestazione dell’orgoglio nazionale.
L’interno, una volta riaperto al pubblico, sarà una sorta di viaggio nell’arte e nel costume dall’antichità a oggi.
4. Lo Skanderbeg Building e il Teatro Nazionale dell’Opera dell’Albania
Voltiamo lo sguardo di poco verso destra e notiamo un bel grattacielo con balconi curvilinei. Molto bello. Stop. Ma arriva Lucrezia con il suo sguardo aguzzo: “Osservate bene questa foto, ragaaa! Il palazzo raffigura un viso, con le sporgenze curve a formare il naso, le orecchie, la barba. “ Bel colpo!
È lo Skanderbeg Building infatti, un tributo dell’architettura contemporanea a Gjerg Kastrioti Skanderbeg. Accanto, il Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto dell’Albania, il principale Teatro di Tirana e dell’intera Albania.
5. La Cattedrale Ortodossa della Resurrezione
L’Albania è prima di tutto un crocevia di culture e religioni. Ecco perché non è difficile trovare, una accanto all’altra, moschee e chiese di culto differente, a testimoniare una ritrovata libertà di espressione religiosa, dopo la repressione comunista.
Così, non distante dalla Moschea Et’hem Bey Mollaj e sempre nei dintorni di Piazza Skanderbeg, sono attratta da un grande edificio religioso. Mi dicono: “Suor Annamaria colpisce ancora!” Avanzo. Entro in un edificio grandioso a navata unica, la Chiesa Ortodossa della Resurrezione. Sono affascinata dal misticismo che pervade l’interno e dal grande mosaico centrale, raffigurante il Cristo Pantocratore, opera dell’artista Docroniku, autore anche del mosaico del Museo di Tirana.
Inaugurata nel 2012, dopo che il regime comunista aveva fatto distruggere quella preesistente, ad oggi la Cattedrale è la terza chiesa ortodossa più grande d’Europa.
6. Tirana in Albania, cosa vedere: la casa delle foglie
Di fronte alla Chiesa Ortodossa, si erge la Casa delle foglie, un altro degli edifici sottratti al regime comunista.
È un’elegante villa degli anni Trenta ricoperta da edere e fogliame. Un tempo sede della polizia segreta, conserva impressionanti testimonianze delle tecniche di repressione eseguite sui contrari al regime.
Nel 2020 la Casa delle Foglie ha anche ricevuto il Premio museo del Consiglio d’Europa, come polo museale più significativo di Tirana e dell’Albania.
7. La Nuova Moschea di Namazgah a Tirana
Decidiamo di allontanarci un po’ da Piazza Scanderbeg. Viali alberati, installazioni, palazzi eclettici dalle forme più svariate ci accompagnano durante la nostra passeggiata. E cantieri ovunque. Un fermento incredibile che non ti aspetti minimamente. Ancora una volta il nostro autentico vagabondare ha cancellato falsi pregiudizi.
Ad un tratto ci imbattiamo in uno strepitoso bagliore accecante di luce. Siamo di fronte a Namazgah, un’imponente moschea, la più grande dei Balcani. Fuori un viavai di gente dagli outfit più disparati. Si va dalle turiste in canotta e shorts alle ragazze che indossano lo jihaab fino alle donne con il burka fino alle caviglie. Per entrare, ci togliamo le scarpe ( e dopo aver macinato chilometri i nostri piedi non emanano esattamente profumo di rose!) e indossiamo un grande foulard per coprirci il capo. Operazione non così semplice per Giorgia e Martina. Una nuvola di ricci difficile da contenere.


Un altro mondo
Ci scappa una sonora risata. Saliamo verso il piano superiore, rigorosamente riservato alle donne, mentre il nostro Antonio entra dall’ingresso principale. È come se avessimo varcato la soglia di un altro mondo. I ritmi rallentano, i movimenti si riducono al minimo per non rovinare quel senso di armonia perfetta che pervade l’ambiente. Siamo capitati nel momento della preghiera e quei versi salmodiati del Corano mi sembrano un mantra. Ipnotizzano quasi. E inducono alla meditazione e alla contemplazione. Il bianco e l’azzurro sulle pareti è come se aiutassero l’anima in questo slancio verso l’infinito, così come le segrete musciarabie e i delicati arabeschi. Usciamo in estasi, rapiti da cotanta bellezza.
Il nuovo edificio, inaugurato nell’ottobre scorso, risulta essere, ad oggi, la più grande moschea dei Balcani, con la sua capienza di 10.000 fedeli. È diventato uno dei simboli più rappresentativi di Tirana e dell’Albania intera, con i suoi quattro minareti alti 50 metri e la sua cupola alta 30, che svetta su tutto il centro della città. Il complesso include un centro culturale, una biblioteca, una sala per conferenze, uno spazio per esposizioni e una scuola coranica
8. Piramide di Tirana
No, no, non siamo volati in Egitto ad un certo punto. Abbiamo solo scoperto che…. anche l’Albania e la sua Tirana hanno una piramide. E noi baldi giovani e meno giovani (come me, ahimè) abbiamo deciso di scalarla. L’ex mausoleo di Enver Hoxha, simbolo un tempo del potere dittatoriale, oggi è l’emblema della rinascita della città. Graffitata e scalata da teenagers e turisti, la Piramide dà l’opportunità a chiunque di possedere il monumento, di scalare ciò che era il simbolo del potere della dittatura e di avere uno sguardo nuovo sulla città. Noi ci siamo sentiti dei piccoli grandi eroi in cima…ma che fiatone, ragazzi! Oggi la Piramide viene utilizzata per conferenze, laboratori di studio, mostre.


9. Blloku*
Dopo una giornata dedicata ad ammirare le bellezze e la storia di questa città così dinamica, i nostri uomini della ciurma reclamano giustamente una bella pausa ristoratrice. Il nostro stomaco ringrazia, i nostri piedi pure… Direzione Blloku. E anche qui Tirana e l’Albania ci sorprendono. Una stupefacente varietà di locali trendy, caffè chic, boutique di lusso si susseguono davanti ai nostri occhi, con una movida di tutto rispetto, fatta di giovani provenienti da tutto il mondo. Non ci possiamo credere! Il tempio del lusso, dello shopping e della vita notturna, in una città che da poco ha potuto aprire il suo sguardo sul mondo. WOWWWWWW all’ennesima potenza!
10. Pazar Meydani



Secondo giorno. Dopo i fasti della vita notturna, ritorniamo con i piedi per terra e con la voglia di scoprire il volto più autentico di Tirana e dell’Albania. Pazar Meydani è il luogo che fa per noi. In questo vivace mercato abbiamo trovato ortaggi, frutta fresca, cerali, spezie, souvenir artigianali. Una bancarella mi colpisce più di tutte, dove fanno bella mostra di sè veri cimeli di guerra, come maschere antigas, elmetti e medaglie. Tutt’intorno piccole osterie tipiche dove poter assaporare i piatti della tradizione albanese. Per approfondire leggi l’articolo di Giorgia
11. Bunk’Art 1
Adesso un po’ di relax nel verde non guasta. Scegliamo di andare sul Monte Dajt, ma prima di prendere la funivia il nostro sguardo è catturato da un’altra costruzione bellica. È il Bunk’Art 1, anche questo ex bunker riconvertito alla fruizione pubblica. Presenta diverse sale disposte su ben cinque piani, che non si limita a raccontare la tragedia del regime, ma narra anche la storia e l’arte contemporanea di Tirana e dell’Albania di oggi. Da non perdere.
12. Monte Dajt


Dall’alto dei suoi 1613 metri di altezza, il Monte Dajt sovrasta Tirana e la costa albanese. Si può raggiungerlo grazie alla funivia da cui si potrà godere di un panorama incomparabile sulla città ed il paesaggio circostante. Il viaggio in salita, appesi ad un filo, regala emozioni e qualche brivido. “La più coraggiosa del gruppo“, Martina, non parla per tutta la salita…E solo all’arrivo, guardando il panorama dall’alto, tira un sospiro di sollievo. Una volta in cima, noi ci siamo immersi nel verde del Parco Nazionale. C’è la possibilità di fare svariate attività all’aperto, come minigolf, equitazione, trekking, parapendio. E per i più piccoli, tanti parchi gioco ben attezzati.
Durazzo e il mare
Dopo 2 giorni a Tirana, decidiamo di visitare un’altra città. Noi pugliesi non sappiamo stare troppo tempo lontani dal mare, per cui ci siamo diretti a Durazzo in taxi, rigorosamente elettrico (€60 andata e ritorno). Anche qui l’Albania si rivela una scoperta continua. Non solo Tirana con i suoi faraonici grattacieli accanto ai bunker di ben altro passato austero. Durazzo sorprende e merita un’escursione, con il suo imponente Anfiteatro Romano, il più grande dei Balcani. Visitiamo la Moschea di Fatih, costruita nel 1502, una delle più antiche dell’Albania.
Ma è soprattutto il lungomare che attrae con i tantissimi locali, ristoranti e lidi attrezzati. Lo sguardo vola lontano verso l’altra sponda dell’Adriatico. Lo stesso mare ci unisce e ci separa. Chissà quante volte tanta gente locale è venuta su queste sponde a intravedere un futuro migliore soltanto sognando l’Italia. E oggi quel futuro è qui, tra un gazebo rimesso a nuovo ed un ombrellone posto sulla spiaggia. E adesso questa terra sa di riscatto. E di orgoglio per quello che è e per quello che sarà. Chapeau.



Il nostro breve ma intensissimo viaggio finisce qui, in riva al mare.
Ma se avete un po’ più di tempo a disposizione, non perdetevi Scutari, situata nel nord del Paese, è la capitale culturale dell’Albania. Se invece pensate che i fiordi si trovino solo in Norvegia, il Lago di Koman fa per voi. Un’attrazione naturalistica tra le più belle dell’Albania.
Infine, concludete in bellezza questo stupefacente tour dell’Albania con Berat, conosciuta come la “città dalle mille finestre”. Patrimonio dell’Umanità UNESCO, Berat è un raro esempio di città ottomana ben conservata, arricchita dalle splendide facciate di antichi palazzi costruiti sul fiume.
Dall’altra parte dell’Adriatico
Adesso mi trovo qui, sulla mia sponda dell’Adriatico. Per la prima volta non mi chiedo più cosa ci sia dall’altra parte del mio/nostro mare. Dalla terrazza di casa scorgo all’alba delle linee sinuose all’orizzonte. Sorrido. Le riconosco. Il profilo dei monti albanesi che proteggono dai venti freddi balcanici anche noi pugliesi. Ed un senso di appartenenza e di riconoscenza mi pervade. In fondo questo mare non ci divide, ma ci unisce in un lungo abbraccio. A presto, Albania!
E voi, siete pronti a partire? L’Albania vi aspetta con il suo sole, i suoi sapori e la sua accoglienza indimenticabile. Vi state ancora chiedendo cosa c’è di così wow a Tirana, in Albania? Preparate la valigia. Tirana e l’Albania vi aspettano!
Buon viaggio!
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ℹ️ INFO UTILI
💰 Moneta: Lek albanese (ALL).
– Cambio: 1 € ≈ 100-110 ALL (controlla tassi aggiornati).
– Bancomat/Carte: Accettate ovunque, ma porta contanti per mercati e taxi.
🗣 Lingua: Albanese, ma inglese e italiano sono diffusi (soprattutto tra giovani e nei locali).
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🚖 TRASPORTI
Taxi:
– Corsa breve (entro centro): 400-700 ALL (4-7 €).
– Dall’aeroporto al centro: 2.500-3.000 ALL (25-30 €) o shuttle bus (400 ALL/ €4).
Autobus:
– Urbano: 40 ALL/corsa (0.40 €).
– Extraurbani (es. per Durazzo): 200-300 ALL (2-3 €).
Noleggio auto: Da 20 €/giorno (guidare è caotico!).
📅 QUANDO ANDARE?
✔ Miglior periodo: Aprile-giugno e settembre-ottobre (clima mite, meno turisti).
✔ Estate (luglio-agosto): Caldo afoso, ma perfetta per chi vuole abbinare mare e città.
⚠ Inverno: Piogge frequenti, ma atmosfera autentica e prezzi bassi.
- Link utili: Sito Ufficiale Turismo Albanese
