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PhEST a Monopoli: una galleria a cielo aperto

Entando nel cortile del Monastero di San Leonardo ci sono le opere di Zed Nelson-1

Ieri sono stata a Monopoli per il PhEST, il festival di fotografia che si conferma come uno degli eventi culturali più attesi di Puglia.

Camminando tra i vicoli bianchi del borgo, riscaldati da un sole ormai autunnale, ho respirato un’aria diversa. Non era solo la brezza del mare, ma un’energia vibrante, fatta di sguardi curiosi, di conversazioni appassionate, di un’eccitazione culturale palpabile. Tanta gente. Bella gente. E soprattutto, un’atmosfera d’avanguardia che trasforma una perla del sud in un crocevia internazionale dell’arte.

Questo è il miracolo di PhEST, il festival internazionale di fotografia e arte che quest’anno celebra la sua decima edizione. E lo fa con una proposta monumentale. Ben 38 mostre fotografiche da tutto il mondo, allestite in un percorso espositivo che è già di per sé un viaggio nel cuore di Monopoli. Le 38 mostre sono allestite in sedi spettacolari, al chiuso in spazi storici, ma anche direttamente sul mare.

Un Golden Record pugliese per il futuro

Il filo conduttore di questa edizione anniversario è tanto poetico quanto ambizioso: il Golden Record della NASA. Quel messaggio lanciato nello spazio nel 1977 per raccontare la vita sulla Terra a eventuali forme di vita extraterrestri. PhEST 2025 raccoglie quel gesto visionario e costruisce la sua capsula del tempo, un archivio visivo per il futuro, popolato da “voci, sguardi, memorie e sogni”. È un’idea che risuona potentemente in una terra di frontiera come la Puglia, da sempre ponte naturale verso il Mediterraneo e l’Oriente.

L’arte invade la città: dai monasteri al lungomare

Lungomare Santa Maria - Alcune foto Caimi&Piccini Nzìm
Lungomare Santa Maria – Alcune foto Caimi&Piccini Nzìm

Il vero genius loci di PhEST sta nella sua capacità di fondersi con il tessuto urbano. Non si visita una semplice fiera d’arte, si esplora una città che per due mesi diventa un museo a cielo aperto.

Scatti del fotografo inglese Martin Parr
Scatti del fotografo inglese Martin Parr


Il cuore nevralgico di questa decima edizione è il Monastero di San Leonardo, spazio suggestivo e carico di storia, riportato alla vita grazie all’impegno diretto del festival, guidato da Giovanni Troilo. Qui si viene subito rapiti dalle opere di Zed Nelson e si riflette sull’inganno dell’Antropocene. Al primo piano, sempre nel Monastero, si incontra l’ironia colorata di Martin Parr (Pleased to Meet You), fotografo inglese noto per i suoi scatti all’insegna dello humor, tra manie, street style ed estetica kitsch.
Il Castello Carlo V ospita i mostri ragionevoli di Francisco Goya, un dialogo senza tempo tra classico e contemporaneo.

Camminando per il Porto Vecchio, le installazioni di Arianna Arcara ti sorprendono, mentre sul Molo Margherita, Under This Sun di Mattia Balsamini dialoga con il sole accecante del sud.

Passo dopo passo, immersi nell’arte

E poi ci sono le scoperte più intime, quelle che ti fanno sentire un privilegiato: entrare nella Chiesa di Sant’Angelo in Borgo per le visioni di Yorgos Lanthimos, o scoprire i lavori di artisti emergenti nelle “Stalle di Casa Santa” o in un’antica abitazione privata nel cuore del centro storico, come nel caso di Aim at the Stars di Aleksandra Mir.

Puglia, non solo scenario ma protagonista

PhEST non è solo a Monopoli, è di Monopoli e della Puglia. Lo sguardo del festival “coincide con la naturale panoramica di quello sguardo da qui, da Monopoli, dalla Puglia: il Mediterraneo, i Balcani, il Medio Oriente, l’Africa e oltre”. È un festival radicato, che trae linfa dalla sua terra e la proietta in una dimensione globale, senza complessi di inferiorità. Vedere i “gladiatori di Nettuno” di Piero Martinello esposti nel Circolo dei Pescatori non è una semplice mostra, è una celebrazione di un’identità che l’arte rende universale.

Un investimento per le nuove generazioni

Le fotografie di Martin Parr
Le fotografie di Martin Parr

Fondamentale è l’impegno didattico. Le visite per gli studenti sono pensate non solo per avvicinarli al linguaggio fotografico, ma per stimolare la loro creatività, il senso estetico e la capacità di leggere criticamente le immagini. A soli 4 euro a studente, è un investimento sul futuro, un seme piantato in quella che potrebbe essere la prossima generazione di artisti, curatori o semplicemente appassionati dalla mente aperta.

Quanta bellezza tutta assieme

Ieri, guardando la folla eterogenea che passeggiava tra le installazioni sul lungomare o che affollava le chiese sconsacrate trasformate in gallerie, ho pensato a quanto sia potente la bellezza quando si fa comunità. PhEST non è solo un festival di fotografia. È fotografia, cinema, musica, arte. È contaminazione pura. È la prova che la Puglia non è solo mare e buon cibo, ma un humus culturale fertile, capace di generare e ospitare avanguardia, attirando “bella gente” da ogni dove.

Se cercate un motivo per visitare la Puglia in autunno, eccolo. PhEST è aperto fino al 16 novembre 2025. Non perdete l’occasione di farvi travolgere da questa onda creativa.

Info pratiche:

· Date: Fino al 16 Novembre 2025. Se vi state chiedendo cosa fare in Puglia a novembre, Phest è la riposta perfetta!
· Giorni: Dal martedì alla domenica. Chiuso il lunedì.
· Prenotazioni visite guidate per scuole: info@phest.it o 347-0631688 (Cinzia Negherbon, project manager del festival).
· Sito web: PHEST


PhEST si sviluppa in un percorso non solo fotografico e artistico (la curatela fotografica è di Arianna Rinaldo e la curatela per l’arte contemporanea è di Roberto Lacarbonara), ma anche fisico grazie all’itinerario espositivo in esterni e in interni, che permette l’accesso a luoghi inediti del centro storico di Monopoli: Monastero di San Leonardo, Casa Santa, Stalle di Casa Santa, Castello Carlo V, Chiesa di Sant’Angelo in Borgo, Chiesa di San Salvatore e ancora il Porto Vecchio, il Molo Margherita, il lungomare Santa Maria, il Belvedere di Portavecchia, Via Garibaldi, Via Comes, Via San Leonardo, Via Cattedrale e via Peroscia.

 

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