“Quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono”, diceva il grande poeta inglese William Blake. E noi, dopo aver provato la Slittovia di Castelmezzano, possiamo confermare: è stata un’esperienza unica che fa battere il cuore all’impazzata, e non soltanto per l’emozione…È adrenalina pura mentre si sfreccia a 40 km/h attaccati ad un binario e Castelmezzano, uno dei borghi più belli d’Italia, ti sfila accanto togliendoti il fiato!
“La Basilicata, la nostra montagna”
Immaginate. Siamo in Basilicata. L’amica giornalista Isa Grassano, ambasciatrice della Lucania nel mondo, ci invita a sperimentare una nuova attrazione da poco inaugurata. Per noi pugliesi che vantiamo di annoverare la pianura più estesa del Sud Italia, ogni tanto qualche cima ( e non solo di rapa!) da vedere e da scalare ci sta. Una bella boccata d’aria fresca che a due ore di strada ti ritempra. Mettiamoci che ti porti anche il figlio adolescente. Per accaparrare le sue simpatie, gli parli di un’attrazione da urlo (senza eufemismi!) che c’è fra queste vette da far invidia alle più roboanti montagne russe del mondo. E chi lo sapeva che per la prima volta non ho esagerato nelle mie descrizioni!
Arriviamo a Castelmezzano e il paesaggio delle Dolomiti Lucane che si staglia di fronte a me dalla meravigliosa Piazza Caizzo mi incanta come sempre. Volgo lo sguardo a sinistra e noto delle rotaie che si inerpicano fin su una vetta che mi sembra altissima. Mah, staranno costruendo un impianto di risalita forse in uno dei borghi più belli d’Italia. Noooo! Scopro un minuto dopo che è quella la slittovia. Mio figlio, cuor di leone, si fa prendere dal panico. Ma no, tranquillo, c’è qui la mamma con te a compiere questa impresa! Mi ricordo in un lampo dell’ultimo ECG fatto in cui non si riscontravano anomalie…vabbè, tocca a me, mamma impavida!
La slittovia delle Dolomiti Lucane
Dall’alto del Quartiere San Marco, dalla Cima delle Emozioni (mai nome fu più azzeccato), ci ritroviamo a bordo di un bob che si aggrappa lentamente sul dorso della montagna. Mentre il vento ci accarezza il viso, svelano il loro volto picchi rocciosi dalle forme inconsuete e dai nomi evocativi come Incudine, Grande Madre, Becco della Civetta, Aquila Reale.
Finalmente ci siamo! Siamo sulle Vette del Paschiere, a 1051 metri di altitudine. E adesso? Inizia la discesaaaa!!!!!! Io inizio a urlare per dare libero sfogo all’adrenalina. Il cuore di mio figlio batte all’impazzata, ma lui, impietrito, non proferisce parola. Sfrecciamo, per 750 metri, superando un dislivello di 170 metri, lungo curve a gomito e rettilinei mozzafiato che ti fa sentire dentro a un film d’azione. È uno slalom su rotaie in cui non ci facciamo mancare proprio nulla. Infatti ecco una galleria di ben 18 metri in cui ci addentriamo come fulmini nel ventre della montagna. A Indiana Jones facciamo un baffo!
Ci si riposa? Macchè! Arriva l’ultimo loop: una estrema curva di ben 45 metri di lunghezza che ci fa chiudere il giro con gli occhi chiusi e le braccia in alto. A me tremano le gambe, ma sono soddisfattissima della sensazione di estrema libertà che l’esperienza mi ha donato. Un vero tuffo nella natura del parco di Gallipoli Cognato, un mix perfetto di adrenalina e meraviglia che sorprende.
La gioia dopo la paura!
L’avventuriero in erba al mio seguito è pazzo di gioia, orgoglioso di sé e delle sue paure vinte. Ovviamente scatta il bis! Altro giro, altra corsa! Questa volta mi godo il bob da sola, mentre mio figlio decide di andare con un nostro amico. Lo lascio andare. Il sistema è super sicuro:
– Cruiser Control che regola la velocità (no, non puoi schiantarti).
– Sensori che mantengono le distanze (niente tamponamenti tra bob, grazie).
Non è solo velocità, è magia. Ti sembra di volare quando la pendenza della pista sfiora il 65% e tu ti godi l’ebbrezza di sentirti un’aquila che libra al di sopra dei cerri centenari, dei tigli, delle ginestre selvatiche. Un sistema modernissimo di risalita che è anche green, che non guasta mai al giorno d’oggi. L’impianto di risalita, infatti, è a cremagliera, con motore elettrico alimentato da energia rinnovabile.
Info e costi
Il costo per una corsa è 7,50 euro. Possibilità di sconti con più corse e ridotto per i bambini dai 4 ai 9 anni. Informazioni per il calendario di apertura e prenotazioni: Il Volo dell’Angelo
E dopo la slittovia? Castelmezzano, uno dei borghi più belli d’Italia, ti conquista
Castelmezzano è un labirinto di *scalette di pietra, balconi fioriti e leggende templari*. La leggenda vuole che il primo nucleo urbano sia stato fondato da Paolino, un pastore deciso a nascondersi tra le montagne per sfuggire alle frequenti incursioni saracene.
Da qui sono passati monaci basiliani, longobardi, normanni, aragonesi e angioini. E i cavalieri templari. Tracce della loro presenza si riscontrano nella toponomastica delle strade e nello stesso stemma comunale che riproduce il sigillo dell’ordine del Tempio: due cavalieri in sella a un unico destriero. C’è persino una croce su una parete della Chiesa di Santa Maria dell’Olmo, albero che era simbolo di protezione e sostegno per i templari.
La Chiesa Madre di S. Maria, edificata nel XIII sec., conserva al suo interno pure una statua lignea trecentesca raffigurante una Madonna con Bambino (detta dell’Olmo), un altare ligneo in stile barocco e una Sacra Famiglia di Girolamo Bresciano.
Il centro storico è un gomitolo affascinante di costruzioni arroccate, balconi fioriti, scale inaspettate che ti conducono a posti incredibili, come all’antico castello di Castrum Medianum, di origine normanno-svevo. Dal punto più alto, la vedetta della guarnigione militare sorvegliava la sottostante valle del Basento.
Spettacoli e attrazioni
E proprio Castrum Medianum e le sue affascinanti guglie di arenaria sono il palcoscenico di un meraviglioso spettacolo fatto di luci, suoni e colori: “La Grande Madre” Un racconto emozionante che allieterà le notti d’estate di chi ha scelto questo luogo incantato come meta delle vacanze.
Il volo dell’angelo sulle Dolomiti Lucane
E poi c’è lui, il volo dell’angelo, l’attrazione che assieme alla neonata slittovia ha fatto diventare Castelmezzano capitale del turismo esperienziale e del turismo avventura con Pietrapertosa, due tra i borghi più belli d’Italia, incastonati tra le Dolomiti Lucane. I due splendidi borghi condividono il volo più famoso d’Italia, ovvero la prima zip line realizzata nel nostro Paese. Mi trovo qui. Volete che non provi anche questa?
Scriveva Hemingway: “La vita è un falco nel cielo”. E per qualche minuto (interminabileeee!) diventiamo davvero uccelli liberi di planare nel vuoto.
Imbracati, da soli o in coppia, fino a 600 metri di altezza, lungo un carrello che scorre su un cavo d’acciaio per 1500 metri, a 120 chilometri orari. Esperienza unica, irripetibile, come le parolacce che ho urlato durante il percorso. Sono ancora viva? I piedi ben piantati in terra e che per un po’ di minuti non riesco a muovere me lo confermano. D’istinto mi tocco le braccia, qualche istante prima mi sembravano ali!
Piano piano mi riaffiorano le emozioni fortissime che ho provato. Sono stata vento di tramontana che si è insinuato tra le guglie di roccia, stalagmiti immense a squarciare il cielo azzurro. Sono stata raggio di sole ad illuminare i tetti di pietra delle case. Sono stata falco a lasciarmi trasportare dalla brezza. Un volo che mi resterà scolpito nell’anima per sempre!
Come prenotare il volo dell’angelo
I biglietti, singoli o di coppia, sono acquistabili in formato elettronico tramite la procedura online su http://www.volodellangelo.com e permettono di effettuare un volo d’andata e uno di ritorno, con partenza a scelta da uno dei due Comuni ospitanti le stazioni dell’impianto.
Info pratiche
Aperti fino al 9 novembre 2025. Per chi ama organizzare la vacanza di tutto punto prima della partenza, vi è un’utile app Vivi Castelmezzano, con cui fare un tour virtuale immersivo nel territorio, scoprire cosa vedere una volta in zona e modellare la propria vacanza secondo gli interessi.
Pietrapertosa, un gioiello nella roccia
E da Castelmezzano passiamo al dirimpettaio, Pietrapertosa. Non vorrei alimentare gelosie tra loro… borghi più belli d’Italia!E anche qui le aspettative non deludono. Anzi. Il paese detiene il primato di essere il più alto della Basilicata, a 1088 metri sul livello del mare. Lassù brilla di luce tra le rocce scolpite. Le case nascono dalla pietra, sono nella pietra, con il loro aspetto quasi civettuolo a specchiarsi sulle stradine ripide e tortuose e sui minuscoli orti formati da terra di riporto. Comprendo ben presto come mai Pietrapertosa si trovi al terzo posto tra le Best Hidden Gems in Europe. Stilata da European Best Destination, l’organizzazione nata per promuovere la cultura e il turismo in Europa, la lista seleziona le mete meno conosciute del Vecchio Continente, che vale la pena scoprire quest’anno.
Furono i Saraceni a stabilirsi qui per primi, intorno all’anno Mille, costruendo nella parte alta del paese una fortificazione, poi ampliata dai Normanni. Ancora visibili i resti del torrione e una scalinata che conduce ad un belvedere su tutta la Valle del Basento. Da vedere anche il convento di San Francesco, fresco di ristrutturazione, che nel XVI secolo ospitava 14 celle.
L’arabata, cuore segreto di Pietrapertosa
Il nome “Pietrapertosa” deriva da “pertusa”, che in dialetto vuol dire forata. Pietre forate come le musciarabie, le finestre forate arabe. Il cuore segreto del borgo è tutto qui, custodito nell’Arabata. Qui ancora si respira un’aria di mistero, capace di far sognare e rivivere altri tempi, altre vite, altri modi di essere. L’Arabata da lontano sembra una colata lavica di casette tra pareti rocciose, una piccola casbah accudita in un grembo di arenaria e orti verdi. Gli arabi si annidarono qui portati dal principe Bomar, vivendo a diretto contatto con la rupe, in abitazioni di pietra e coperte di lastre di pietra, collegate da stradine ripide e tortuose.


Curiosità
Oltre a tantissimi viaggiatori attratti dal turismo d’avventura e dai borghi autentici, anche personalità di spicco hanno subito il fascino di questi luoghi. Il celebre fotografo Henry Cartier Bresson rimase così colpito dal paese che nel giugno del 1973 scattò diverse fotografie, le cui riproduzioni sono disseminate nei vicoli. Per sentirci un po’ Bresson, un selfie sui gradini dell’arabata ci sta tutto!
Anche Stephen King è rimasto affascinato dal mistero che circonda questi luoghi. Nel suo romanzo, The Institute, pubblicato nel 2019, il famosissimo scrittore cita Pietrapertosa come una delle basi segrete dell’Istituto, l’organizzazione che imprigiona bambini con poteri paranormali. Dal libro sarà tratta a breve un’attesissima serie TV. Dovremo aspettarci folle di americani e non solo in cerca di poteri sovrannaturali tra le rocce delle Dolomiti Lucane? Staremo a vedere! Ma prima dell’arrivo degli americani, godiamoci noi questo pezzo di Basilicata che sa regalarci atmosfere autentiche, scenari unici, sapori genuini ed esperienze da adrenalina pura!
Consigli per dormire sulle Dolomiti Lucane
Hotel Dolomiti
Aperto da poco più di un anno, è un lifestyle hotel di design a Castelmezzano, circondato dalla bellezza prorompente dei picchi rocciosi. Anche ristorante Dolomiti e spa (aperta anche ai non ospiti). E per l’Après trekking? C’è il lounge bar Dolomiti con i suoi piacevoli bartender per sorseggiare cocktail ricercati o bere una birra fresca all’ombra dopo una lunga giornata di avventure. Hotel Dolomiti
La locanda di Castromediano
Nel cuore di Castelmezzano, l’albergo, sopra il ristorante Al Becco della Civetta, dispone di ventiquattro camere, curatissime, arredate con mobili in arte povera e letti in ferro battuto. Tutte hanno vista sull’incredibile panorama delle Dolomiti Lucane. Di recente è stata inaugurata una suite. via Michele Volini, 50/A – Castelmezzano (Pz) 0971-986249 www.beccodellacivetta.it
Consigli di gusto
Trattoria da Spadino
Proprio all’entrata del paese, unisce buona cucina e ottimi prezzi. A gestirlo è Antonio Giannotta, mentre ai fornelli c’è la chef Fortuna. Via Michele Volini 22 – Castelmezzano – Tel. 334 870 9461
Dal Vecchio Scarpone
Cucina casereccia con utilizzo di soli prodotti lucani. Qualche assaggio? Tra i primi piatti: strascinati, orecchiette con salsiccia fresca; tra i secondi: agnello, capretto, maiale, ed anche selvaggina (fagiano e cinghiale). Una golosità? I vari tipi di frittata (con i lampascioni, cipolla, asparagi). Corso Garibaldi- Castelmezzano (Pz) – cell. 333 732 5640
L’agriturismo Casa di Caccia
Sulla strada verso Pietrapertosa è un rifugio elegante che ricorda un grande chalet di montagna. Una proposta gastronomica fatta di carne podolica, funghi porcini, tartufi neri estivi e prodotti a km zero, trasformati con creatività nel menù stagionale. Anche affittacamere – La Casa Di Caccia
Piccolo Ristoro Le Rocce
A Pietrapertosa, vicino al Convento di San Francesco, a conduzione familiare. Da assaggiare i “maccheroni mollicati, noci e peperone crusco IGP”, preparati secondo l’usanza delle nonne la Domenica delle Palme. Clicca qui per le info
Pizzeria Rosticceria 2T
Gestita da Maria Taddei, con il marito e la figlia Mariapia, propone panini, pizze condite con peperone crusco, focacce preparate con ingredienti locali, perfette per un aperitivo veloce ma ricco di gusto. Tel. 340 125 1875

